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Do you speak English? Yes, I speak Business English
Why is English considered the vehicular language for the whole world? And what benefit is there for us to know English as a second language? This short article will discuss the growth of English as an international language and explain the author’s meaning of Business English. During the first part of the 19th century the vehicular language at international level was French and the diplomatic scene was governed by articles published in French, not English. The beginning of English as a common denominator at international level must be sought in the exponential use of Business English. Business English is a term that has developed together with the rise of global commerce and international trading. As communication barriers narrowed, international travel more affordable, mankind has given birth to the ‘era’ of globalization and of information technology (I.T.). This two events have established English as the main international language.
Globalization: a phenomena of the last 30 years, is mainly the result of international trading and of the standardization of consumer needs and product cycles. During my studies at London South Bank University I took a course in “International Firms and their operations”, and it was quite clear that as fast moving consumer goods reach the end of their life cycle in one country, international companies seek to prolong their life cycle by introducing the “old product” into a new market. What I mean is that globalization and international firms have created and then spurred the need to use a vehicular language across the world (I must also say that the first international firms were American!). Continua a leggere »
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Aziende italiane e social media: una sfida ancora aperta
Il mio vecchio post – donna comunicazione: una tuttologa in azienda – non era così ristretto alle aziende che ho potuto incontrare nello scorso anno. La ricerca condotta dall’Università IULM di Milano conferma in qualche modo la mia tesi. Con tono scherzoso – e forse un po’ arrabbiato – il post esprimeva la mia amarezza per la funzione “comunicazione” nelle pmi made in italy, dove una sola persona doveva occuparsi di ogni tipo e forma di comunicazione e dedicarsi anche alle nuove frontiere del web, quelle che nell’idea dei ceo si identifica con facebook. In verità spesso si potrebbe parlare di a-social network: in generale i social media restano un po’ in ombra rispetto agli strumenti di comunicazione tradizionali.

La ricerca è stata condotta su un campione di 720 aziende, appartenenti a cinque settori mercelogici diversi (alimentare, bancario, elettronica, hospitality , moda) ed estesa alla pubblica amministrazione, prendendo in esame 120 fra comuni provincie e regioni. I risultati non sono entusiasmanti: il 32 % utilizza i social network come Facebook, YouTube, Twitter e LinkedIn per diffondere la conoscenza del proprio brand e dei propri prodotti; ben l’83 % dei siti aziendali non presenta nemmeno un link di condivisione.
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Censura Internet in Cina
Cosa è successo in Cina dopo il Kung-Fu?
Censura Internet in Cina
In questo articolo voglio raccontarvi brevemente cosa si dice sul web della censura Internet che il governo cinese impone, e prendere spunto per qualche piccola riflessione sia etica che commerciale. Partiamo dalle origini della censura su internet, che inizia negli USA, attraversa la Cina, passa dalla Francia ed approda nel mondo virtuale e commerciale del web. Ecco un po di storia riportata da un articolo scritto da Gianluca Turrini (Internet in Cina 2 ottobre 2002) dal sito www.ecn.org
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I media Cinesi alla ribalta
Cosa è successo in Cina dopo il Kung-Fu?
I media Cinesi alla ribalta
Non conoscete i media cinesi? Pensate che nonostante a volte vi azzardiate a comprare vestiti made in Cina e a cenare fuori al ristorante cinese mai nella vita vi capiterà di leggere una rivista di moda pubblicata da una casa editrice cinese? Oppure che la cultura cinese sia composta principalmente da Kung-Fu, medicina alternativa come l’agopuntura o la omeopatia, cani e gatti bolliti serviti con riso cantonese? E’ arrivato il momento di ricredervi! E’ arrivata l’era dei media cinesi alla ribalta!!!

Il primo quotidiano cinese interamente in inglese www.chinadaily.com.cn ha intervistato Liu Binjie, direttore dell’amministrazione generale dell’agenzia di stampa e pubblicazioni del governo cinese, che riporta così i principali sviluppi del settore dei media (04-01-11 Investment in Media to present true picture of China by Qiu Bo): “gli investimenti delle agenzia media cinesi aumenteranno, specialmente quegli delle aziende il cui target sono lettori stranieri, al fine di presentare un’ immagine vera della Cina al mondo“. Sempre Liu Binjie, in una intervista rilasciata a http://www.xinhuanet.com ha commentato (03-01-2011 China’s newspaper circulation to exceed 50 bln by Tang Danlu), “dal 2005 al 2010, la ristrutturazione delle 148 case editrici di proprietà del governo cinese che hanno completato la loro trasformazione in aziende (di cui la casa editrice statale Xinhua stessa ne è l’esempio) ed inoltre il governo sta prestando sempre maggior attenzione ai sistemi di servizi pubblici nel settore delle pubblicazioni conducendo campagne informative in tutta la cina per promuovere la lettura tra la popolazione“.
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2011 novità
mcm&partners ha riaperto i battenti. Siamo tutti riposati, carichi e come sempre ricchi di novità. Il 2011 per noi è l’anno dell’international e della formazione, ma anche del web, della comunicazione classica e della grafica, i punti cardini del nostro lavoro.
La squadra si è ampliata e ad arricchirci con le loro esperienze ci saranno Caterina Bernardi e Zeno Costa. Con Caterina avrem
o il piacere di “formarci” e di “formare” chi ne avrà l’esigenza e la voglia. Con Zeno andremo per il mondo con le sue consulenze business english e con i suoi racconti della cultura oltre confine.Anche il blog potrà constatare le new entry: Zeno terrà una rubrica sulla cultura internazionale che abbiamo deciso di chiamare “notizie dal mondo”, dove ci racconterà come si mangia in Cina o in Giappone o come si muovono i media inglesi, e perché no, qualche suo viaggetto. Inizieremo oggi stesso con un review sulla Cina, un paese che incuriosisce tutti e che è entrato un po’ a far parte della nostra quotidianità. Zeno ci racconterà a puntate come è cresciuta l’industria dei media nel paese della censura.
Non mi resta che augurare a tutti voi un buon inizio anno e a tutta la nuova squadra un mega in bocca al lupo.
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Buon Natale!
Che dire, anche gli hard workers festeggiano il Natale ed oggi, con la squadra quasi il completo, chi c’è da sempre, chi sarà con noi da gennaio, ci siamo dedicati ai brindisi – con un ottimo Franciacorta scelto dallo straordinario sommelier Federico, lui che è più mcm di tutti noi messi insieme – favolosi salatini e torta di riso della provvidenziale Maila.
Si sa, la vita è amara, sta a noi farla più dolce: non sono mancati regali, fiocchetti, scartamenti, baci e abbracci. L’anno è stato duro per tutti, noi abbiamo viaggiato quasi a cento all’ora. Nel 2011 prenderemo il largo, senza perderci di vista. Intanto che aspettiamo il successo planetario potete sbeffeggiarci guardando le nostre belle facce ed il nostro mitico ufficio.
Buon Natale a tutti… nelle vacanze vi racconteremo le nostre pantagrueliche giornate passate a tavola. Non state a dieta, la prova bikini è ancora lontana…
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Cogli il sito, un assaggio di mcm&partners
A Natale siamo tutti più buoni, così anche noi, come si addice al momento e alla tradizione, facciamo un bel regalo a chi abbia vaglia di assaggiarci un po’: un sito ad un prezzo stracciato che più stracciato non si potrebbe. Con tutta la cura maniacale e un po’ precisetti che sempre dedichiamo ai nostri progetti. Non è che siamo impazziti, è che sappiamo far bene il nostro lavoro, in rete e fuori rete. Per questo vogliamo dare la possibilità di testarci anche a chi, come San Tommaso, se non vede non crede. Siamo certi che, anche partendo dalle opportunità basic, sia possibile instaurare rapporti di lavoro davvero belli, come è capitato sino ad oggi. Perché non è facile, poi, riabituarsi alle cose fatte tanto per fare.
Gustate e vedete la nostra promozione! Continua a leggere »
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I protagonisti del 2010
In giro non si fa che parlare di regali, capodanni e epifanie. Le strade si sono illuminate già da un po’ di tempo, i negozi sono stra-addobbati (si può dire?) e la prima neve è scesa sulle vette dello stivale. Bene, è Natale domani! Ma è anche finito quest’anno, brutto o be
llo che sia. E sul web impazzano le idee sulla “narrazione” più insolita per quest’anno che si sta per chiudere.Il Corriere.it ha lanciato un appello alla raccolta delle parole che hanno segnato la storia personale di ciascuno di noi. Basta compilare un form con i propri dati e la parolina magica che rappresenta un anno intero.
Su Yahoo invece si raccolgono dati e si propongono statistiche. Si racconta delle parole più ricercate dagli utenti e al primo posto c’è lui, il re della rete, il nostro amato-odiato facebook. Segue lei, la protagonista della tv e dei sogni proibiti dei maschietti: Belen Rodriguez. Una buona posizione la raggiunge anche Ruby rubacuori – il premier è sempre in prima fila – e i disastri ambientali della marea nera del Golfo del Messico e le ceneri del vulcano islandese. Continua a leggere »
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Diventare famosi con la fan page? Si può
Ormai avere i proverbiali 15 minuti di celebrità è molto semplice. Anzi, talvolta ci si trova ad averli proprio malgrado. Conseguenze dei nuovi mezzi di comunicazione, di un mix mal dosato di social network e piattaforme varie. Ne sa qualcosa Sergio, studente napoletano, trasformatosi a sua insaputa in un cantante neomelodico.
Premessa: per chi non lo sapesse, i “neomelodici” sono cantanti (alcuni professionisti, altri improvvisati) che spopolano nell’hinterland napoletano. Stando alla definizione, dovrebbero rifarsi ai re della melodia made in Naples (da Nino D’Angelo a Gigi D’Alessio), spesso però dietro alla costruzione di queste carriere si celano affari non sempre chiarissimi. I Neomelodici sono finiti anche su “Le Iene”, grazie ad un servizio dell’irriverente Enrico Lucci.

Torniamo alla nostra storia. Sergio, è uno studente universitario. Ha un piccolo gruppo di amici, con i quali trascorre anche il tempo libero tra un corso e l’altro. Tra di loro ce n’è uno che ha una mania: fare video e foto col cellulare. Così, un giorno, Sergio si fa riprendere mentre imita un cantante neomelodico. Lo scherzo si ripete nei giorni successivi e gli amici, col suo benestare, gli appioppano il nome d’arte di “Sergio Sita”. I video sono caricati su youtube e da lì su una fanpage, creata sul social network facebook per aggiornare i membri del “gruppo di fans” che per svariati motivi si sono persi le performance live.
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Perchè tu mi piaci: lo spot del mistero?
Creare aspettative, illusioni e disillusioni. Cosa vorrà dirci lo spot che sta facendo impazzire la rete? si intitola “Perché tu mi piaci” e ha avuto già più di un milione e mezzo di visite. Grossi numeri che fanno pensare ad u’ottima idea per una campagna di marketing virale.
Protagonista è un bimbo alle prime armi con i batticuori, che scrive una lettera d’amore come solo i bimbi sanno fare: con estrema ingenuità e dolcezza. Quelle parole saranno l’inizio di una storia d’amore lunga una vita.Ma cosa si nasconde veramente dietro questa storiella? E soprattutto chi?
Gustatevi pure il video e fatemi sapere cosa ne pensate.
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