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Avanti Popolo (televisivo)
Bersani strapazza un Travaglio senza parole – ed è notoriamente difficile zittirlo. D’Alema, il pugliese dagli occhi di ghiaccio, a Ballarò manda a farsi fottere il vice direttore del Giornale Sallusti. Qui gatta ci cova.
E’ da un pezzo che non credo più allo spontaneismo televisivo – allo spontaneismo e basta diciamo. Bersani e D’Alema mangiano pane e politica da quando io ero all’asilo. D’Alema poi, anche se non gli attribuisco i super poter da “Grande Vecchio” che tutti gli affibbiano, è uno che non perde la calma nemmeno se lo martellano di insulti. L’amore l’odio che lo circondano derivano dal sorriso ineffabile, come La Gioconda, dall’occhialino tattico che scende sul naso, dal sarcasmo fulminate e da un’arietta di superiorità, spesso reale, che lo circonda da sempre. E un qualunque Sallusti stana la sfinge?
Bersani poi ha fatto una tirata memorabile, con voce rotta dalla commozione – che credo reale – sulla classe operaia e la sinistra. Sembravano gli anni ’70 in una sezione romagnola. Ha alzato al voce, dicendo cose vere, ma era nell’aria. Tant’è che tirano le pietre al PD è una vita e nessuno si è mai scomposto, tutti fieri di un atteggiamento sereno e serio, peccato però preludio d’estinzione.
Il tempismo è sospetto, così come le due piazze TV, notoriamente frequentate dal telespettatore politicizzato e di sinistra; Bersani e D’Alema hanno dato un uno – due televisivo perfetto. Da maestri. Un partitone un po’ moscione stanco e bastonato dopo le regionali ha così un’iniezione di sprint e proprio dai due leader maximi della stessa corrente … guarda caso fra giugno e ottobre partirà il congresso!
Bersani e D’Alema hanno cambiato strategia, stanno parlando ai loro, stanno serrando le fila in casa dicendo quello che il militante si aspetta e cioè pane al pane e vino al vino, orgoglio di partito, voglia di riscatto con un linguaggio che sa un po’ di Di Pietro, amico-nemico ladro di voti a sinistra.
La decisione è stata presa a freddo. Spiace constatare che anche i duri a morire sono dovuti scendere a compromessi con il becerume in circolazione e gli outing sentimentali “core in mano” a cui la televisione ci ha assuefatto, ma si fa la guerra con i soldati che si hanno ( e con i linguaggi che servono) . Il tempo dirà se ho visto giusto, quando Veltroni infilerà il dito in un occhio alla Brambilla.
Non datemi dalle complottista machiavellica, ma qui c’è del mestiere!
SeeUSoon
LSV
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