• iPad, il bello della Mela!

    Data: 01.06.2010 | Autore: Martina
    Categorie: web marketing | Tags: ,,

    Esistono già le alternative ma forse difficilmente riusciranno a farsi spazio nel nuovo mondo high tech. Stiamo parlando dell’iPad, il tablet arrivato in Italia solo pochi giorni fa e che ha provocato file chilometriche davanti ai negozi Apple di Roma e Milano.


    Ma che cos’è questo iPad e cosa mi consente di fare? Personalmente ci ho messo un po’ a capire il perché dovessi comprarlo, nonostante mi affascini molto la tecnologia targata Mela. L’ iPad nasce come alternativa potenziata dei netbook che normalmente portiamo in giro con noi e in modo abbastanza agevole. Tuttavia questi ultimi hanno tastiere troppo piccole e una limitata autonomia della batteria. Così, la casa madre dell’high tech ha sfornato questo nuovo aggeggio sulla scia dell’iPhone e dell’iPod Touch che consente l’utilizzo di software più complessi , quali fogli di calcolo, foto editing e gestione database, con la particolarità di non avere la tastiera ma un’interfaccia multi-touch.


    In sostanza si tratta di un ibrido tra un cellulare evoluto e un pc portatile, molto leggero, sempre pronto all’uso (ricordiamo che consente la connessione wi-fi), molto divertente e soprattutto molto alla moda. Inquadrato infatti in questo presente, possiamo affermare che creerà uno status symbol come era – e forse lo è ancora – l’iPhone. Un oggetto come un altro, più accattivante, più carino e targato Apple, che significherà “manager”, “appassionato di tecnologia”, “genio dell’informatica” (ho i miei dubbi), “uomo-donna con i soldi”.

    I vantaggi che mi vengono in mente ora sono prevalentemente di natura estetica: fare presentazioni al pubblico con una notevole soddisfazione dei sensi, fruire di materiale multimediale come immagini e video in maniera più affascinante oppure connettersi in mobilità senza problemi di schermo piccolo, o ancora stare al pc in piedi o su divano.

    Una sola domanda: ma a voi piace l’iPad? Pensate sia davvero utile? Ai posteri l’ardua sentenza.

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