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I media Cinesi alla ribalta
Cosa è successo in Cina dopo il Kung-Fu?
I media Cinesi alla ribalta
Non conoscete i media cinesi? Pensate che nonostante a volte vi azzardiate a comprare vestiti made in Cina e a cenare fuori al ristorante cinese mai nella vita vi capiterà di leggere una rivista di moda pubblicata da una casa editrice cinese? Oppure che la cultura cinese sia composta principalmente da Kung-Fu, medicina alternativa come l’agopuntura o la omeopatia, cani e gatti bolliti serviti con riso cantonese? E’ arrivato il momento di ricredervi! E’ arrivata l’era dei media cinesi alla ribalta!!!

Il primo quotidiano cinese interamente in inglese www.chinadaily.com.cn ha intervistato Liu Binjie, direttore dell’amministrazione generale dell’agenzia di stampa e pubblicazioni del governo cinese, che riporta così i principali sviluppi del settore dei media (04-01-11 Investment in Media to present true picture of China by Qiu Bo): “gli investimenti delle agenzia media cinesi aumenteranno, specialmente quegli delle aziende il cui target sono lettori stranieri, al fine di presentare un’ immagine vera della Cina al mondo“. Sempre Liu Binjie, in una intervista rilasciata a http://www.xinhuanet.com ha commentato (03-01-2011 China’s newspaper circulation to exceed 50 bln by Tang Danlu), “dal 2005 al 2010, la ristrutturazione delle 148 case editrici di proprietà del governo cinese che hanno completato la loro trasformazione in aziende (di cui la casa editrice statale Xinhua stessa ne è l’esempio) ed inoltre il governo sta prestando sempre maggior attenzione ai sistemi di servizi pubblici nel settore delle pubblicazioni conducendo campagne informative in tutta la cina per promuovere la lettura tra la popolazione“.
Statistiche rilasciate dal agenzia di stampa e publicazioni del governo cinese http://www.gapp.gov.cn/ e publicate su http://www.xinhuanet.com (03-01-2011 China’s newspaper circulation to exceed 50 bln by Tang Danlu) affermano che il valore dell’ industria di stampa e pubblicazioni cinese è di oltre $151 miliardi, al primo posto a livello mondiale sia per varietà che per quantità di pubblicazioni. A conferma della crescita dei media cinesi (basta solo qualche ricerca sui principali motori di ricerca mondiali per essere inondati di informazioni) è l’articolo di Ennio Caretto (03-01-2011 Corriere della Sera: L’editoria digitale manda in rosso le librerie americane) in cui riporta notizie della grande crisi che sta vivendo l’industria dei Media americani dove il fallimento delle due principali case editrici USA Barnes&Noble e Borders e la crescita esponenziale della editoria elettronica, industria dove le vendite di e-books in Cina nel 2009 hanno superato i 4 milioni di libri digitali, posiziona la Cina al secondo posto nel mercato elettronico per la vendita di e-books a livello mondiale.
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