Archive for the ‘comunicazione’ Category

  • La strada: un luogo di connessione in un’opera d’arte

    Data: 18.11.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione | Commenti: 0

    Un progetto, una mostra , un evento. Si chiama Strade/Routes e nasce sulla scia di un libro di James Clifford, Routes: Travel and Translation in the Late 20th Century pubblicato nel 1997e tradotto in italiano nel 1999 con il titolo Strade. Viaggio e traduzione alla fine del XX secolo. Si tratta di un progetto di residenze artistiche temporanee che mette in contatto mondi diversi perché gli occhi, la sensibilità e i talenti di giovani artisti possano rappresentare e interpretarne differenze e similitudini.
    Pisa si fa patria di questo progetto grazie all’ausilio della Regione Toscana.

    Il progetto prevede l’ospitalità per una mese di due artiste, una turca, Ceren Oykut, e una greca, Sophia Dona, che esploreranno le strade della città per poi interpretarle e materializzarle in opere d’arte contemporanea.  La strada è percepita come luogo di connessione, di relazione, di commistione e di conflitto. In generale la proposta della residenza permette agli artisti di esplorare le città, seguendo metodologie e temi connessi alla tradizione degli studi culturali, concentrandosi su come gli abitanti delle aree urbane interpretano e vivono la loro mobilità, il loro connettersi a culture, spazi, comunità esterne al loro luogo di nascita o di vita abituale. Le artiste saranno a Pisa dal 16 novembre al 12 dicembre di quest’anno.

    Il progetto artistico è curato da Stefano Coletto, coordinato da Ilaria Mariotti per Fondazione Teseco  per l’arte. Il calendario degli eventi prevede diversi appuntamenti sicuramente di rilievo.  Tutte le iniziative sono a ingresso libero.
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  • Non di solo pane … una bella mostra

    Data: 16.11.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione | Commenti: 0

    Si apre sabato prossimo a Pisa una piccola, ma davvero interessante mostra d’arte contemporanea con opere di Michele Senesi – bravo artista nonché caro amico di cui conosco i lavori – ma voglio parlarne perché credo che una visita valga davvero la pena. Per più di un motivo.

    Una persona che lavora a livelli molto buoni in campo artistico mi ha fatto da poco riflettere su un fatto che mi è parso cruciale: spesso le passioni artistiche giovanili non portano verso un lavoro nel settore dei propri sogni, non conducono ad una carriera dignitosamente retribuita in ambito musicale,  nelle arti figurative o nella scrittura. Il perché è arcinoto: a parte il fatto che il talento è davvero un dono raro tanto quanto la perseveranza, altrettanto vero è che il nostro Paese – e forse anche glia altri, ma non ne ho esperienza – danno poco spazio a quel che non è pratico o subito monetizzabile.

    Cosa succede allora? Che i più – anche i bravi e talentuosi come Michele – rinunciano, dimenticano, fanno altro impoverendo sé stessi, ma anche un po’ tutti gli altri, sottraendo forza a quel che fa bello un posto, un luogo, una giornata. E magari rimpiango fasti mai avuti.
    Ci sono poi pochi che invece conciliano la vita “vera” con la passione. Che continuano a scrivere, a dipingere, a cantare e lo fanno solo per amore o quasi. I risultati spesso sono belli, la tecnica raffinata, il messaggio profondo. Il mio non è un elogio del dilettante allo sbaraglio, ma un appello a non lasciar cadere i sogni e a credere che la vita sia migliore di quel che ci fanno credere. Un appello a credere che ci siano infinite sorprese, anche in una piccola mostra d’arte. Come a dire che vale sempre la pena di fare quel che si ama, che se si vuole il tempo lo si trova, e che non è obbligatorio rinunciare a qual che ci rende felici. Read the rest of this entry »

  • Offerte di lavoro: vanno interpretate!

    Data: 15.11.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione | Commenti: 0

    A proposito di stagisti, cervelli in fuga ed escort, una cara amica e lettrice del nostro blog ha pubblicato in questi giorni una nota su facebook dove gridava la sua rabbia. L’argomento è sempre lo stesso: le offerte di lavoro “insolite”. L’ho invogliata a scrivere a Repubblica.it che sta raccogliendo queste storie umilianti di giovani in cerca di un lavoro normale. E la redazione di Repubblica l’ha ascoltata. Io accolgo questo suo post con immenso piacere, ma anche con un po’ di amaro nel cuore.

    Di Mariangela Barretta

    Cercare lavoro, si sa, è un vero e proprio lavoro. Richiede: cultura preferibilmente universitaria, capacità di problem solving e di lavorare sotto stress, flessibilità, precedente esperienza nella mansione. Insomma, tutti i requisiti elencati negli annunci. Inoltre, nel mestiere di ricercatore di lavoro (orario full time, no perditempo) c’è bisogno anche di una particolare dote: capacità di leggere il sottotesto degli annunci. In che senso? E’ presto detto.

    «Cerchiamo operatori. No rappresentanza, no porta a porta». Traduzione: cerchiamo operatori call center outbound.

    «Cercasi per assistenza clienti, ambosessi dinamici, max 25 anni, automuniti».  Traduzione: cerchiamo consulenti di vendita, che vadano dai clienti intenzionati a cambiare gestore (di telefonia, di energia elettrica e via discorrendo) per proporre nuovi piani commerciali.

    Gli annunci, sovente, sono volutamente capziosi. Ormai i vari committenti l’hanno capito: ci sono ruoli più ambiti di altri. Nel settore dei call center, l’assistenza ai clienti (quella vera, i numeri verdi per intenderci) è più “gradita” rispetto alla vendita; nelle agenzie immobiliari ci sono più aspiranti coordinatori che agenti di vendita. Quindi si parte con il “camuffare” le offerte. Allora troviamo aspiranti segretarie chiamate a fare da baby sitter, gli intervistatori telefonici diventano centralinisti, i cassieri sono definiti addetti al customer service. Ai limiti del paradosso, però, gli annunci per “segretarie personali”.

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  • Se fosse successo in una miniera italiana

    Data: 05.11.2010 | Autore: Martina | Categorie: novità dal mondo comunicazione | Commenti: 0

    Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

    1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.

    2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

    3° giorno: prime… difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità. Berlusconi: colpa dei comunisti; Di Pietro: colpa del conflitto d’interessi; Bersani: … ma cosa … è successo?? Bossi: sono tutti terroni, lasciateli là; Capezzone: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; Fini: mio cognato non c’entra.

    4° giorno: Totti: dedicherò un gol a tutti i minatori.

    5° giorno: Il Papa: faciamo prekiera ai minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!

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  • Generazione stagisti, cervelli in fuga ed escort

    Data: 05.11.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione, comunicazione politica | Commenti: 0

    I temi sembrano essere sempre gli stessi. Il topic del nostro tempo, della generazione 2.0 dà quasi la sensazione di un eterno ritorno. Si parla sempre di lavoro, di opportunità che mancano, di voli mai spiccati, di buste paga insoddisfacenti o inesistenti, di sfruttamento dei talenti o di migrazione dei nostri cervelli all’estero. E da qui parte la trafila di accuse al nostro Governo per i tagli alla scuola pubblica, all’università, alla ricerca.

    A pensarci bene il quadro della nostra generazione ha delle linee guida da cui non si può prescindere. Si tratta di capisaldi, come di “valori – ostacoli” che tutti devo scontare in forme diverse. E questo non lo dico io che magari sono anche fortunata a fare un lavoro che mi piace, ma lo dicono i giornali, i dati, i numeri dei disoccupati e dei tagli. E noi ci giochiamo su, ci scriviamo e talvolta ci arrabbiamo. Vi riporto degli esempi di notizie apparse in questi giorni sui giornali o di immagini appartenenti ad una campagna di comunicazione lanciata su Repubblica.it, che rappresentano appieno le linee guida del “tipico giovane e laureato italiano”, magari anche brillante.

    Punto primo: devi essere laureato, giovane ma devi saperti accontentare di quello che ti capita. Devi fare la gavetta, perché prima o poi il lavoro per cui hai studiato arriverà. Ecco come si racconta su facebook:

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  • Cogito ergo sud: un esempio di partecipazione dal basso

    Data: 27.10.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione, comunicazione politica, web marketing | Commenti: 3

    Una campagna di comunicazione per difendere la propria terra, i propri valori etici, civili, morali e sociali. Questo è Cogito Ergo Sud, un’associazione virtuale nata e cresciuta su una pagina facebook, guidata da tre professionisti della comunicazione e sostenuta ad oggi da circa 18.399 fan.

    Cogito Ergo sud vede l’alba nello scorso febbraio ad opera di Luciano Colella che si propone di rilanciare valori che oggigiorno sono offuscati da – oserei dire – superficialità e negligenza da parte delle istituzioni. È un progetto politico quello che si cerca di mettere in piedi, per dar voce ai cittadini di questa fetta d’Italia talvolta emergente solo per problemi insormontabili (vedi la monnezza e la sanità). Cosa si cerca di ottenere? Partecipazione e democrazia. E lo si fa sfruttando le nuove tecnologie puntando su Facebook e Youtube.

    La campagna inizia on line con una serie di discussioni; dal confronto nasce un trio costituito dal sopracitato promotore, Luciano Bonetti (direttore artistico) e Massimo Andrei (attore). Il trio mette in piedi un format, Snack – spuntini di riflessione, una serie di video della durata di un minuto circa che trattano di svariati argomenti e luoghi comuni tipicamente partenopei. Eccone un assaggio più che attuale:

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  • Jeans e social network: istruzioni per l’uso!

    Data: 04.10.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione, tecnologia | Commenti: 1

    Un jeans che “con un touch” mi fa entrare in contatto con un’altra persona: si chiama AngelDevil Touch ed è in vendita da metà settembre. Ne abbiamo parlato in un post un mese fa circa e abbiamo ricevuto dei commenti sul fatto. In verità, non capivo bene cosa volesse significare questo nuovo modo di comunicare e immaginavo un chiavina attaccata ai jeans difficile da utilizzare, specie nella fase touch. E invece mi sbagliavo. La pubblicità in onda sulle reti Mediaset ha annullato tutti i miei pensieri. Ecco a voi il video:

    L’oggetto del desiderio – la chiavina si intende – è molto piccolo e poco invadente. Consente movimenti semplici e molto naturali! Ma guardiamo insieme anche il video promozionale dei jeans dell’amicizia.

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  • Addio pizzini: ora cosa nostra è on line!

    Data: 28.09.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione, comunicazione politica, tecnologia | Commenti: 0

    Per rimanere in tema con mafia, Italia e tecnologia, vi riporto alcuni passi dell’intervista pubblicata su La Repubblica di oggi a Maurizio De Lucia, sostituto procuratore della Direzione Nazionale antimafia. Si legge che ricorre spesso nelle intercettazioni telefoniche tra gli ‘ndraghetisti, i camorristi o i mafiosi, insomma, chi regge attualmente l’economia italiana, la frase:”sentiamoci su Skype”. Cosa si può fare per ovviare a questo inconveniente? Niente!

    Questa la risposta di De Lucia alla domanda del giornalista sulle possibilità che si hanno di bloccare il fenomeno: “Purtroppo niente. Perché la società che gestisce quel sistema di comunicazione via internet continua a non rendere noti gli algoritmi cifrati che stanno alla base di Skype”. Ecco la triste realtà.

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  • Italia? Pizza, mafia, pasta e scooter

    Data: 28.09.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione, tecnologia | Commenti: 0

    Trovare un’icona che identifichi il nostro bel paese non è così scontato: abbiamo troppe cose belle da raccontare! Pensandoci bene, potremmo identificarlo con un monumento, il Colosseo o la Torre di Pisa, con Dante o Leopardi. Si può andare ancora avanti negli esempi, ma evidentemente per la Apple non è così bella e magica la nostra storia iconografica.

    L’applicazione per Iphone “What Country” ha lo scopo di segnalare “luoghi comuni” appartenenti a paesi differenti che diano l’idea del quid caratterizzante di un certo posto del mondo. L’Italia è identificata con pizza, mafia, pasta e scooters. Probabilmente questa è solo una parte della visione che ha il mondo di noi? In effetti, tra questi “simboli” si potrebbe aggiungere altro, ma taccio.

    Paragonata agli altri paesi, l’Italia si distingue decisamente dalla massa: la Spagna è rappresentata da gente calorosa e paella; la Francia dalle piazze romantiche e dal vino; la Svizzera dalle banche e dalla cioccolata; gli Usa dal sogno americano e dall’hamburger; la Germania dalla birra, dalla disciplina e dalle autostrade. Non male il quadro: abbiamo fatto una bella figura come sempre.

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  • Uno smartphone targato Facebook

    Data: 20.09.2010 | Autore: Martina | Categorie: comunicazione, tecnologia | Commenti: 0

    Facebook sta lavorando alla realizzazione di un suo smartphone destinato con grande probabilità ad un pubblico di adolescenti. Ha rivelato la notizia il blog specializzato Techcrunch dal quale si legge che a spingere Mark Zuckerberg ad intraprendere il progetto è la paura per la crescita di iPhone e Android.

    Le applicazioni fornite da facebook per iphone e dispositivi mobile targati Google potrebbero accrescere il business di quella che sta diventando una concorrenza. Si può affermare infatti che il confine tra la necessità di avere un iPhone, di utilizzare Nexus One e di accedere al re dei social network, è davvero sottile. Così a casa Facebook si sta lavorando con terze parti – ancora ignote – per sviluppare sia l’hardware sia un sistema operativo per smartphone.

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