Archive for the ‘televisione’ Category
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Vieni via con me: vai o resti?
Il ritratto della nostra Italia? Ieri in onda su Rai 3 dopo le mille polemiche e/o tentativi di censura.
Io ci penso: vado via o resto? Mi censuro o mi faccio censurare? Intanto cerco di non farmi mancare il pane quotidiano: cultura e informazione per la mia libertà.
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Santoro in onda dal 23 settembre
È confermata la presenza di Santoro sulla Rai a partire dal 23 settembre, ma il giallo sembra ancora non essere risolto. Risultano ancora oscuri certi aspetti.

Mauro Masi non si è smentito: qualche mese fa aveva dichiarato che Santoro sarebbe rimasto alla Rai, senza specificare se il programma condotto sarebbe stato Anno Zero. Ora ha dichiarato la versione finale dei piani di produzione e trasmissione indicando genericamente “spazio Santoro” invece che Anno Zero. In sostanza, non si sa cosa vedremo sui nostri schermi. Read the rest of this entry »
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Viva il marketing gay friendly
Fa discutere in Francia la pubblicità gay del puma che usa l’orangina come dopobarba. Sempre oltralpe il colosso del panino McDonald’s ha pensato bene di fare l’occhiolino al consumatore omosex.
E se fosse successo qui da noi? Non oso pensare a quanti bacchettoni avrebbero pontificato sul sovvertimento dell’ordine naturale del marketing. O no?
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Vespe e Schiavoni
La caduta degli dei … e della coppa della Schiavone. Niente da dire, le gaffe capitano a tutti, ma se toppa Vespa, così ossequioso, cerimonioso, pulitino e pettinatino, con l’applausone preparato del pubblico fa più ridere. Molto più ridere. E la Schiavone un po’ se l’è cercata, quando ha chiamato Silvio nostro Piersilvio. Come si fa a non ricordarsi il nome?! Ben le sta!
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Cultura e informazione: che colore preferite?
Menomale: Saviano e Fazio sembrano salvi dall’infima guerra del bavaglio. Forse è troppo. Ricomincio.
La trasmissione di Saviano e Fazio andrà in onda in tutte le puntate previste. La decisione del cda della Rai è apparsa oggi su tutte le testate nazionali. Resta ancora in bilico Santoro, che non è fuori da mamma Rai, ma la sua presenza viene indicata con la voce “trasmissione informativa/altro”. Non diamo quindi per certo che a settembre – ottobre rivedremo Anno Zero.

Insomma, polemiche su polemiche, politica su politica e poco spazio a ciò che realmente la televisione dovrebbe fare, cioè informare. Continua a trattarsi di una questione di destra e di sinistra e non di informazione e cultura. E va bene, coloriamoci come preferite, di rosso, di nero, di azzurro, ma non diteci frottole e non oscurateci ciò che vi fa comodo nascondere. Questo accade per l’informazione su tutti i canali: mai qualcosa di trasparente se si tratta di cultura. Probabilmente le uniche cose vere e poco colorate che si leggono o ascoltano ad oggi sono i fatti di cronaca, spesso nera. Read the rest of this entry »
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Se una soap ci salverà
Potere del piccolo schermo. Più di ogni campagna di comunicazione sociale, più della scuola, più dell’ ONU può la televisione. E non lo dice qualche veterocomunista polemizzando con le reti Mediaset ( il mondo è più grosso dell’Italia), ma Eliana La Ferrara, docente della Bocconi che, interventura al Festival dell’Economia di Trento, ha spigato come le telenovelas, anche se usate in modo inconsapevole, abbiano modificato i comportamenti – questa volta in positivo – in molte regioni del mondo: aiutato la prevenzione dell’HIV in Africa, favorito la riconciliarne in Rwanda, migliorato la condizione femminile in India e Brasile.

Ci piace. Questa cosa ci piace. Molto di più questo delle tirate banali sulla televisione spazzatura. Non vorrei sembrare la solita saccentona, ma è l’uso dello strumento che ne determina gli effetti, positivi o negativi che siano. In questo nostro Paese non riusciamo neanche a fare serie Tv trasversali. Infinite sono le polemiche sui telefilm di destra o sinistra. Siamo capaci di produrre soap orientate non solo politicante, ma anche geograficamente: Un posto al Sole di sinistra e filomeridionale, Vivere (finché è durata) leghista – su quel ramo del lago di Como – e confindustriale. Si vede che ognuno ha la televisione che si merita.
Che dire: propongo Grecia Colmenares presidente del consiglio, Veronica Castro agli Interni e Andrea Celeste alla cultura. Poteva andare peggio. Ma anche no.
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Saviano e Fazio imbavagliati dalla Rai
La Rai ha intenzione di ridurre da quattro a due le puntate dello speciale “Vieni con me”, realizzato da Roberto S
aviano e Fabio Fazio. In Italia la televisione pubblica concepisce l’informazione pubblica diversamente dagli italiani? Voglio sperare che sia così. Diversamente dovrei supporre che il 90% degli italiani preferisce guardare la pupa e il secchione o l’isola dei famosi, anziché un programma di informazione e cultura.Guardiamo in faccia alla realtà e andiamo alla radice del problema. Se si trattasse di audience e quindi di “economia del sistema tv”, non ci dovrebbero esser dubbi sul ritorno dell’investimento nelle puntate di Vieni con me. Saviano, più di Fazio, raccoglie tanti consensi, passioni e anche curiosità, e riuscirebbe a tener incollati alla tv due italiani su tre. Allora come mai questa decisione di Mauro Masi? C’è davvero poco da commentare. Mi autocensuro.
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L’importante è non dirlo!
Ecco l’ennesima conferma del valore sovrano della comunicazione e di quella televisiva su tutte: in gran Bretagna l’aborto è legale, non credo cha a nessuno verrebbe in mente di negare questa possibilità alle donne in quel paese. Ma lo spot no! Lo spot informativo – ancora non si è visto, uscirà su Chanel 4 lunedì – non si può accettare. Potere della televisione: se di qualcosa non se ne parla si può far finta che non esita! Ed ecco invece il diabolico schermo che ce la spara in faccia alla velocità della luce. Bum!
Ne dovremmo tener conto, tutte le volte che ci interrogheremo sul valore e l’intrusione degli spot nelle scelte e orientamenti individuali. La cara, rassicurante tv che sembra un triciclo rispetto alla rete fa ancora paura! Si vede che, nonostante gli anni, è ancora in gamba. Personalmente uno spot “pro aborto” mi pare un follia e non credo che di questo si tratti. Non vedo come si possa essere a favore di una cosa dolorosa. Mi pare più sensata una campagna informativa e la Tv mi sembra adeguatissima: la guardano tutti, anche chi non leggerebbe mai un opuscolo. Stramo a vedere se ci sarà la guerra dello spot, tipo pubblicità comparativa. Sarebbe assurdo, ma divertente!
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Viva la Rai
Rai, politici, giornali: Santoro contro tutti – «Volete che resti? Chiedetemelo» - Il giornalista apre il programma rivolgendosi a Zavoli e Bersani: «Pensate che questo non sia servizio pubblico?» Il Corriere
La Busi: «Rinuncio a condurre il Tg1» – Lettera affissa sulla bacheca della redazione: «Non mi riconosco più nella testata». Minzolini: «Non condivido» Il Corriere
Essendo tra coloro che pagano il canone, vorrei che la televisione pubblica – supremo strumento e feticcio del comunicatore – facesse la televisione pubblica. Non voglio sembrare troppo superficiale, ma vorrei che la telecamera non fosse usata come clava, che la piazza TV non fosse una specie di area balcanizzata di tutti contro tutti.
Vorrei vedere bei film, documentari, show divertenti, programmazioni per ragazzi, magari un po’ di musica e sport, dirette di grandi eventi ed inchieste. Punto. A qualcuno glie frega qualcosa dei telespettatori? Un posto in prima fila per vedere scazzi, frizzi e lazzi francamente fa schifo. E se si devono ammazzare a randellate lo facciano senza essere pagati anche con i soldi miei!
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Accattatevillo
Adoro Un Posto al Sole. Sono da sempre innamorata di Franco Boschi (mio marito lo sa) e credo che Angela Poggi – ora è tornata dall’Africa, la santarellina – abbia proprio sbagliato a lasciarselo scappare . Ma si sa, la sceneggiatura può tutto.
Guardo la soap dalle prime battute…ricordo Anna e Alessando. Carini. La perfida contessa Federica Palladini e l’aristofreak Ranieri e poi Alberto. Cattivo vero, altro che Ferri. E Sonia Campo. Poi Marina … lotta di classe e pizza di scarola, negli anni ruggenti dell’era Bassolino, ben prima della monnezza.
Ho imparato cos’è il casatiello, dov’è Marechiaro, che c’è Città della Scienza. Per più di tremila puntate sono cresciuta con i protagonisti della tele. Loro si sono sposati (anch’io, con uno che fa il pugilato e somiglia a Franco Boschi, ma in galera non c’è mai stato. Si sa, nessuno è perfetto!) loro hanno avuto figli e anch’io, si sono laureti e pure io. Hanno cambiato lavoro – precario – insieme con me.
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