Posts Tagged ‘video’
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Diventare famosi con la fan page? Si può
Ormai avere i proverbiali 15 minuti di celebrità è molto semplice. Anzi, talvolta ci si trova ad averli proprio malgrado. Conseguenze dei nuovi mezzi di comunicazione, di un mix mal dosato di social network e piattaforme varie. Ne sa qualcosa Sergio, studente napoletano, trasformatosi a sua insaputa in un cantante neomelodico.
Premessa: per chi non lo sapesse, i “neomelodici” sono cantanti (alcuni professionisti, altri improvvisati) che spopolano nell’hinterland napoletano. Stando alla definizione, dovrebbero rifarsi ai re della melodia made in Naples (da Nino D’Angelo a Gigi D’Alessio), spesso però dietro alla costruzione di queste carriere si celano affari non sempre chiarissimi. I Neomelodici sono finiti anche su “Le Iene”, grazie ad un servizio dell’irriverente Enrico Lucci.

Torniamo alla nostra storia. Sergio, è uno studente universitario. Ha un piccolo gruppo di amici, con i quali trascorre anche il tempo libero tra un corso e l’altro. Tra di loro ce n’è uno che ha una mania: fare video e foto col cellulare. Così, un giorno, Sergio si fa riprendere mentre imita un cantante neomelodico. Lo scherzo si ripete nei giorni successivi e gli amici, col suo benestare, gli appioppano il nome d’arte di “Sergio Sita”. I video sono caricati su youtube e da lì su una fanpage, creata sul social network facebook per aggiornare i membri del “gruppo di fans” che per svariati motivi si sono persi le performance live.
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Perchè tu mi piaci: lo spot del mistero?
Creare aspettative, illusioni e disillusioni. Cosa vorrà dirci lo spot che sta facendo impazzire la rete? si intitola “Perché tu mi piaci” e ha avuto già più di un milione e mezzo di visite. Grossi numeri che fanno pensare ad u’ottima idea per una campagna di marketing virale.
Protagonista è un bimbo alle prime armi con i batticuori, che scrive una lettera d’amore come solo i bimbi sanno fare: con estrema ingenuità e dolcezza. Quelle parole saranno l’inizio di una storia d’amore lunga una vita.Ma cosa si nasconde veramente dietro questa storiella? E soprattutto chi?
Gustatevi pure il video e fatemi sapere cosa ne pensate. -
Cogito ergo sud: un esempio di partecipazione dal basso
Una campagna di comunicazione per difendere la propria terra, i propri valori etici, civili, morali e sociali. Questo è Cogito Ergo Sud, un’associazione virtuale nata e cresciuta su una pagina facebook, guidata da tre professionisti della comunicazione e sostenuta ad oggi da circa 18.399 fan.
Cogito Ergo sud vede l’alba nello scorso febbraio ad opera di Luciano Colella che si propone di rilanciare valori che oggigiorno sono offuscati da – oserei dire – superficialità e negligenza da parte delle istituzioni. È un progetto politico quello che si cerca di mettere in piedi, per dar voce ai cittadini di questa fetta d’Italia talvolta emergente solo per problemi insormontabili (vedi la monnezza e la sanità). Cosa si cerca di ottenere? Partecipazione e democrazia. E lo si fa sfruttando le nuove tecnologie puntando su Facebook e Youtube.
La campagna inizia on line con una serie di discussioni; dal confronto nasce un trio costituito dal sopracitato promotore, Luciano Bonetti (direttore artistico) e Massimo Andrei (attore). Il trio mette in piedi un format, Snack – spuntini di riflessione, una serie di video della durata di un minuto circa che trattano di svariati argomenti e luoghi comuni tipicamente partenopei. Eccone un assaggio più che attuale:
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Jeans e social network: istruzioni per l’uso!
Un jeans che “con un touch” mi fa entrare in contatto con un’altra persona: si chiama AngelDevil Touch ed è in vendita da metà settembre. Ne abbiamo parlato in un post un mese fa circa e abbiamo ricevuto dei commenti sul fatto. In verità, non capivo bene cosa volesse significare questo nuovo modo di comunicare e immaginavo un chiavina attaccata ai jeans difficile da utilizzare, specie nella fase touch. E invece mi sbagliavo. La pubblicità in onda sulle reti Mediaset ha annullato tutti i miei pensieri. Ecco a voi il video:
L’oggetto del desiderio – la chiavina si intende – è molto piccolo e poco invadente. Consente movimenti semplici e molto naturali! Ma guardiamo insieme anche il video promozionale dei jeans dell’amicizia.
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Foto di una notte di fine estate…
La serata del Derby biodinamico Pisa vs Lucca è riuscita perfettamente. La nostra partecipazione ha dato i suoi frutti e non perchè abbiamo premiato i vincitori, ma perchè è venuto fuori il nostro spirito di squadra. Foto, public relations, entusiasmo, fantasia e attitudine al social sono venuti fuori in modo assolutamente naturale e soprattutto divertente.
Siamo così: lavoriamo con l’attenzione e la lungimiranza di adulti ma con l’entusiasmo dei bambini. E questo slide show è solo un breve scorcio di una serata di fine estate. -
Otamatone: solo uno dei giochi per iPhone
Questo è veramente carino! Si chiama Otamatone ed è un giochino a forma di nota musicale di origine giapponese che produce suoni – appunto – strani ma divertenti. È definito come strumento musicale, ma sfido chiunque a suonarlo. Fino a poco tempo fa era solo in plastica oggi è in bit, come tanti altri oggetti della vita quotidiana. L’otamatone in plastica e ossa costa 32 euro, ma l’applicazione iPhone costa poco più di un euro.
Ecco il simpatico video dell’amico pseudo-giapponese che ci mostra come funzione l’otamatone:
Cosa dire: beati coloro che hanno in mano questo business delle applicazioni per iPhone. Con un po’ di fantasia e un po’ di conoscenza di Objective-C si tirano fuori delle cose che ti inchiodano col ditino sullo schermo touch e arricchiscono chi semplicemente ama giocare!
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Vespe e Schiavoni
La caduta degli dei … e della coppa della Schiavone. Niente da dire, le gaffe capitano a tutti, ma se toppa Vespa, così ossequioso, cerimonioso, pulitino e pettinatino, con l’applausone preparato del pubblico fa più ridere. Molto più ridere. E la Schiavone un po’ se l’è cercata, quando ha chiamato Silvio nostro Piersilvio. Come si fa a non ricordarsi il nome?! Ben le sta!
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Avanti Popolo (televisivo)
Bersani strapazza un Travaglio senza parole – ed è notoriamente difficile zittirlo. D’Alema, il pugliese dagli occhi di ghiaccio, a Ballarò manda a farsi fottere il vice direttore del Giornale Sallusti. Qui gatta ci cova.
E’ da un pezzo che non credo più allo spontaneismo televisivo – allo spontaneismo e basta diciamo. Bersani e D’Alema mangiano pane e politica da quando io ero all’asilo. D’Alema poi, anche se non gli attribuisco i super poter da “Grande Vecchio” che tutti gli affibbiano, è uno che non perde la calma nemmeno se lo martellano di insulti. L’amore l’odio che lo circondano derivano dal sorriso ineffabile, come La Gioconda, dall’occhialino tattico che scende sul naso, dal sarcasmo fulminate e da un’arietta di superiorità, spesso reale, che lo circonda da sempre. E un qualunque Sallusti stana la sfinge?
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