Posts Tagged ‘viral marketing’
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Skinbook: social life per nudisti
Un social network per ogni esigenza? Ci siamo quasi. Abbiamo le brand community, le community di interesse, il
generalista re delle community facebook e ora anche la community dei nudisti, o naturalisti.Si chiama skinbook – giustamente- e assomiglia tantissimo a facebook nello stile e nelle funzionalità. Naturalmente la privacy non è gestita alla Zuckerberg, ma è fatta perché sia realmente rispettata. Si parte infatti dall’accettazione delle iscrizioni da parte dello staff: su 20 utenti che ne fanno richiesta solo 5 vengono accettati. Questo perché gli interessi che si mettono in comune in rete sono piuttosto delicati e possono facilmente sfociare in situazioni “poco eleganti”.
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La notizia è dietro l’avatar
Il mio “compito” è scrivere di web, o almeno di qualcosa che sia affine all’argomento. Tuttavia ogni mattina quando apro i giornali e i blog mi sembra inutile riportare notizie che sembra abbiano una data di scadenza imminente. Gli argomenti che riguardano il web sono come i panini al Mc Donald’s: dopo due ore se non consumati vanno buttati.
In verità penso che parlare di web sia sempre obsoleto: mentre discuti di un qualcosa è già passato. Perché siamo troppi, perché internet è alla portata di tutti e non esiste una verità assoluta. Non voglio fare la filosofa ma non è possibile affermare una disciplina del web, una regola o redigere un manuale. Tutti pazzi per il web 2.0, tanti libri sull’argomento. Ma, per esempio, come si fa a mettere un limite e un argine al fenomeno viral? Come puoi parlare di qualcosa che mentre sta accadendo ha già cambiato il suo modo d’essere? Si, penso che sul web la verità sia di chi la genera.
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Geni virali
Ho visto in giro quelle strane immagini numerate, nere e con scritte inneggianti all’odio. Sembravano i dieci comandamenti. Le tavole virtuali sono apparse su facebook trasformatosi per causa di forza maggiore nel monte Sinai. Mi sono chiesta che cosa fossero, ma tra un impegno e l’altro ho dimenticato di cercare.
Il giorno dopo la strana scoperta ho notato già emulazioni di questo atteggiamento virale. Allora ho fatto click qua e là e pensavo di essere risalita alla fonte. Ho ragionato distrattamente sui meccanismi e mi sono fatta l’idea banale che era stata usata la rete per diffondere un brand.
Solo oggi mi sono ritagliata un po’ di tempo per leggere cosa stesse succedendo mentre io ero in giro per la Toscana a parlare con clienti e a sbattere la testa su back office di siti in via di estinzione. Ho letto un post in rete e ho scoperto che dietro alle tavolette del XXI secolo c’è uno strano Mosè, un genio virale. Si chiama Gabriele Coletti ed è un web designer incazzato con il mondo. Si trovava in viaggio in treno quando per sfogo ha iniziato a pubblicare su facebook immagini come questa.
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